Razze bovine
Charolais
Bianca e maestosa, la Charolaise proviene dalla Francia orientale
Bovini Charolais: i grandi bianchi originari della Borgogna
Sullo sfondo di un pascolo verdeggiante questi grandi bovini dal mantello bianco spiccano ancora più imponenti. La razza Charolaise è originaria della Francia orientale, più precisamente dalla regione attorno alla località di Charolle, che si trova nel dipartimento di Saona-e-Loira, in Borgogna.
Si ritiene che questi bovini siano giunti in Francia dall’Italia assieme alle legioni romane, ma non è stato dimostrato con certezza. Di certo è che nella regione d’origine si fecero dapprima un nome quali animali da lavoro molto frugali, che si accontentavano di erba e fieno e fornivano anche latte e carne. La loro forza permise ai loro padroni (i «galvacher», o boari) di trovare impiego in altre regioni. Oggi la razza Charolaise è conosciuta, soprattutto tra i buongustai, per le sue carni tenere, con poco grasso intramuscolare. Tuttavia, trattandosi di animali che, al momento della macellazione, sono molto grandi e pesanti, non li si trova su tutti i banchi di macelleria.
Apprezzato in tutto il mondo e ideale per l'allevamento al pascolo
Un quarto di tutto il bestiame bovino allevato in Francia oggi è di razza Charolaise. Dopo il 1945, la Charolaise si diffuse anche in altre regioni del pianeta e fu utilizzata per migliorare altre razze. In Svizzera giunse una trentina di anni fa. Alla primissima importazione di capi vivi sembra che sorsero problemi alla frontiera franco-svizzera, poiché l’autorizzazione era stata rilasciata non per bovini ma per… ovini della razza omonima. I doganieri, che si attendevano delle pecore, si ritrovarono a tu per tu con questi imponenti bovini bianchi, e sorse inevitabilmente qualche discussione. Ma alla fine le Charolaise ottennero il permesso di passare la frontiera.
Pur se molto muscolosi e di grandi dimensioni, questi bovini sono particolarmente adatti alla produzione di carne da pascolo. Hanno un forte istinto di mandria che li fa restare uniti, e questo è un vantaggio soprattutto su certi pascoli alpini molto vasti.
Fonti: www.charolais.ch; Michael Brackmann "Das andere Kuhbuch"; www.ventsdumorvan.org; Wikipedia